L’11 novembre a Gorizia, presso Palazzo Coronini a partire dalle 9.30 Informest, capofila di Adria3 –progetto finanziato dalla Regione FVG per lo sviluppo di attività di cooperazione e condivisione di buone pratiche a livello transfrontaliero– presenterà quanto fatto per la salvaguardia delle api attraverso la sinergia degli attori istituzionali, economici e scientifici di Italia, Slovenia e Croazia.

Obiettivo del progetto (asse I) è stato quello di sviluppare forme di collaborazione che permettessero a Italia, Slovenia e Croazia di mirare a un’unica gestione dell’apicoltura sotto il profilo sanitario e genetico nell’interesse dell’ecosistema territoriale dell’apicoltura e degli apicoltori stessi.

Se l'ape scomparisse dalla terra, all'umanità resterebbero quattro anni di vita; niente più api, niente più impollinazione, niente più piante, niente più animali, niente più esseri umani”.

Albert Einstein

Come si giustifica un’affermazione così grave e allarmistica? Per capire quale sia l’impatto ecologico ed economico di un’ipotetica estinzione delle api, riportiamo i seguenti dati forniti da una campagna di sensibilizzazione di Greenpeace.

Delle 100 colture da cui dipende il 90% della produzione mondiale di cibo, 71 sono legate al lavoro di impollinazione delle api. Si stima che il valore degli insetti impollinatori in Europa si aggiri intorno ai 22 miliardi di euro all’anno, mentre il loro apporto economico al comparto agricolo in Italia si aggira sui 1600 milioni di euro.

L’ape però non svolge solo questa vitale funzione d’impollinazione di piante da frutto, ortaggi, culture industriali, frutta secca, piante officinali, e foraggio per animali, la sua presenza è estremamente importante anche per la sua capacità di raccogliere informazioni sul grado d’inquinamento dell’ambiente. L’ape, infatti, in continuo contatto con l’ambiente per il suo bottinare su fiori e piante, prati e boschi, risulta una preziosa fonte di informazione sulla presenza di sostanze inquinanti.

Le azioni si sono concentrate in particolar modo sul monitoraggio delle specie con il loro censimento e la diffusione di stazioni di ripopolamento, sulla sensibilizzazione attraverso programmi educativi ecologico/alimentari e sull’individuazione di aziende agricole disponibili a ospitare piccoli apiari di ceppo autoctono con funzione di sentinelle ecologiche.



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