Nell’ambito del Progetto CHIMERA (Cluster Culturali e Creativi Innovativi nell’Area Mediterranea) si è tenuto il 20 settembre a Trieste il workshop “La costruzione di un Cluster per il settore audiovisivo nella Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia: su cosa fare focus". Il workshop ha visto confrontarsi Marine Haverland, visual advisor del marchio audiovisivo della Regione di Bruxelles Capitale “screen.brussels”, con i principali attori del settore audiovisivo regionale. Per il settore audiovisivo regionale si è trattata di un’occasione preziosa di scambio e confronto con una realtà che rappresenta un vero e proprio ecosistema dell’audiovisivo. screen.brussels è infatti il marchio di un ecosistema audiovisivo formato da 4 diverse componenti: una Film Commission (screen.brussels Film Commission), un cluster (screen.brussels cluster), un fondo per l’audiovisivo che supporta le co-produzioni (screen.brussels fund) ed una linea di finanziamento dedicata alle imprese regionali operanti nel settore audio-visivo (screen.brussels business).

La creazione di un cluster audiovisivo del Friuli Venezia Giulia è uno degli obbiettivi del progetto fatto proprio dalla Direzione Regionale per la Cultura, Sport e Solidarietà e screen.brussels, proprio perché raffigura un ecosistema audiovisivo composto da strutture presenti (con similarità e differenze) anche nella nostra regione con la significativa eccezione del cluster, rappresenta una fase avanzata, un frontrunner rispetto alla situazione presente. Dopo l’illustrazione delle funzioni, composizione e modalità funzionali di screen.brussels e del suo contesto economico-istituzionale e settoriale da parte di Marine Haverland, sono seguite una serie di domande da parte degli stakeholder regionali. I quesiti hanno riguardato: le varie fasi di sviluppo dell’ecosistema, il ruolo delle istituzioni, la mappatura dei bisogni delle imprese audiovisive, le relazioni tra i diversi settori culturali e creativi nell’esperienza di screen.brussels e l’attivazione di rapporti con i settori produttivi e dei servizi “tradizionali”, l’individuazione e formazione dei profili professionali.

Le risposte date dalla rappresentante di screen.brussels hanno permesso di individuare una serie di gap del contesto settoriale regionale ed una serie di proposte per affrontare e superare tali gap in modo da innescare un processo di formazione di un (eco)sistema, cioè un entità funzionalmente strutturata ed integrata,  a partire dalla costituzione di un cluster audiovisivo regionale.



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