BlueKep-Knowledge conferma il Friuli Venezia Giulia come modello di riferimento per lo sviluppo di programmi internazionali di scambio culturale e d'apprendimento per gli studenti delle scuole superiori secondarie.
Il progetto BlueKep, cui la Regione Friuli Venezia Giulia partecipa come partner associato, è coordinato da Informest e coinvolge l'Euroregione Adriatico Ionica, la Regione Marche, la Regione Istria, l'Agenzia di sviluppo della Contea di Sebenico e l'Agenzia per il coordinamento e lo sviluppo della Contea di Spalato Dalmazia. Il progetto, iniziato a gennaio di quest’anno, avrà una durata di 18 mesi e si concluderà a fine giugno 2019, gestendo un budget di quasi un milione di euro.
L'iniziativa è stata presentata, ieri giovedì 8 marzo a Trieste, dal Vice Direttore centrale Lavoro, formazione, istruzione, pari opportunità, politiche giovanili, ricerca e università della Regione Friuli Venezia Giulia, Ketty Segatti, dal partenariato di BLUE KEP con la partecipazione del segretariato tecnico del programma Interreg V A Italia-Croazia 2014-2020.

Mobilità, filiera del mare e qualificazione professionale: perché BluKEP è innovativo. BluKEP guarda alle professioni della filiera del mare come punto di arrivo di un percorso di formazione altamente qualificante e accessibile. Il progetto, infatti, intende integrare e armonizzare i sistemi educativi dell’area Adriatico-Ionica con una serie di azioni mirate, che tengano conto dei punti di forza e criticità dei diversi sistemi scolastici coinvolti. L'obiettivo finale sarà quello di coinvolgere in scambi internazionali dedicati "alla filiera del mare" una quarantina di studenti, provenienti da tutte le aree del partenariato di progetto.

BlueKEP rappresenta la “terza tappa” di un percorso cominciato con KEPASS, nell'ambito del programma IPA Adriatico 2007-2013, e proseguito con il progetto BlueSKILLS, del 2016, sempre parte del programma IPA Adriatico.

Il Friuli Venezia Giulia può vantare un'esperienza quasi decennale nel settore della mobilità internazionale applicata alle scuole secondarie superiori: nel corso di questi anni, sono stati quasi 150 gli studenti della nostra regione che hanno beneficiato di esperienze di scambio internazionale, completamente finanziate grazie ai fondi europei. In particolare, il modello FVG è stato tra i primi a intuire il potenziale della mobilità internazionale applicata agli istituti tecnici e a settori strategici come quello nautico/marittimo e turistico. 

BlueKEP nasce come un progetto di ottimizzazione dei risultati, raccogliendo il meglio delle passate esperienze, per sviluppare nuove linee guida per tutte le fasi operative: dall'accreditamento delle scuole alla selezione degli studenti, dal riconoscimento delle competenze acquisite (crediti formativi) nei periodi all'estero all'implementazione dell'alternanza scuola/lavoro, dalla preparazione degli insegnanti a quella degli studenti.

Commenta Ketty Segatti, Direttore Area Istruzione Formazione Ricerca della Regione Friuli Venezia Giulia: "Il progetto BlueKEP raccoglie tre aspetti fondamentali della specializzazione intelligente del Friuli Venezia Giulia: la cosiddetta crescita blu, l'investimento, anche professionale, sulle giovani generazioni e un'integrazione innovativa, perché punta a formare non solo i ragazzi, ma anche ai docenti, e perché scommettiamo su paesi a noi vicini, con una popolazione molto giovane e in cui il mare ci accomuna come risorsa da esplorare".

Spiega Claudio Cressati, Presidente di Informest: “Dietro un programma di mobilità internazionale di studenti c'è un lavoro lunghissimo, di mediazione tra sistemi educativi diversi e di mappatura delle nuove professioni. Una buona gestione, che sia in grado quindi non solo di spostare gli studenti, ma di investire su di essi, ha bisogno di relazioni istituzionali e competenze forti. Se è vero che i ragazzi oggi si muovono molto più di un tempo, è anche vero che le scuole, in Europa, dialogano ancora troppo poco, e lo stesso si può dire delle scuole e mondo del lavoro. La mobilità internazionale in ambito scolastico, e soprattutto nel settore tecnico, sarà una leva decisiva, in Europa, per rispondere alle sfide del mondo del lavoro per le nuove generazioni.”



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